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Nonna e la magia dei gatti

Voglio raccontarvi questa storia dalle mille sfaccettature, dove il colore principale è il nero, perché neri sono 9 dei nostri 10 gatti, e rosso è il decimo.

Da dove possiamo cominciare? …beh sicuramente dalla presentazione della mia famiglia, composta da me, mia nonna, mia mamma e …si, proprio loro, i gatti!

In casa nostra sono sempre stati, per noi, compagni di vita e protagonisti in ogni fase, in ogni “epoca”, e in ogni casa che abbiamo cambiato nel corso del tempo. 

La mia nonna si chiama Siriana, ha 87 anni, e da circa 4 soffre di “Alzheimer”, la malattia neuro-degenerativa che con il tempo offusca e, pian piano, oscura tutti i ricordi. 

Il tempo è passato, e dalle prime fasi ad ora i peggioramenti sono pian piano aumentati,i niziando a dimenticare sempre di più della sua vita, specialmente gli eventi più recenti, andando poi a raggiungere passati sempre più remoti, stravolgendoli o scordandoli, ma… c’è un ma! Qualcosa nella sua mente è rimasto fisso! La presenza costante e quotidiana dei nostri gatti!

Ci possiamo tranquillamente definire una famiglia di “gattare doc”. In tutti i miei ricordi più belli di famiglia persistono gioie infinite con i gatti e con mia nonna.

Il mio primo gatto è stato con me ai piedi della culla fin dal primo giorno che mi hanno portata a casa. Mia nonna è sempre stata amorevole con tutti gli animali, ha sempre sottolineato che, più conosceva le persone, e più si ricordava di quanto loro siano meglio degli umani… una frase che molti di noi conoscono, pensano e condividono. 

La malattia da cui è affetta non lascia molte vie di uscita, può essere più lenta o più veloce ma sappiamo che alla fine si porterà via quasi tutto, sperando sempre che avvenga il più tardi possibile; la magia per noi, all’interno di questa sorta di limbo oscuro dove abbiamo visto svanire i suoi ricordi, prevalere la confusione mentale e affievolire molte capacità di autosufficienza, è stata donata dai nostri gatti; noi ne abbiamo ben dieci, ognuno con il suo carattere e le sue preferenze e, aggiungerei, le loro capacità di essere magici. 

I nostri gatti Neve e Pillo sono i veterani di questa “stirpe”, lei presa da una colonia felina, bellissima con un folto pelo lungo, nero e lucido, lui preso da un negozio che regalava gattini, non aveva neanche 2 mesi, e mia mamma, oltre alla rabbia per la situazione, non vide altro rimedio se non quello di prenderlo e portarlo a casa! Quando li abbiamo presi avevamo anche Sheila, la nostra vecchietta di 13 anni, che aveva perso da poco il suo compagno di vita, Fumo… ecco… mia nonna si ricorda ancora di questo gatto! Lui se ne andò un anno e mezzo circa prima che mia nonna fosse colpita dalla demenza senile e iniziasse il suo percorso verso l’oscurità nella memoria.

Al giorno d’oggi, mia nonna non riesce a ricordare i nomi dei suoi fratelli, non ricorda quanti anni lei abbia, sa di avere figli ma non riconosce mia mamma come sua figlia, non ricorda da quanto tempo abita nella nostra casa in Toscana e non ricorda tantissime altre cose, ma…. ricorda i nomi di tutti i gatti che ha avuto nella sua vita, compreso Fumo, il suo compagno di lettura quotidiana!

Dei nostri attuali 10 non ricorda tutti i nomi, ma ricorda quanti sono, e li classifica in base ai loro diversi comportamenti!

Il suo più affezionato è Mammolo, nero grassottello con gli occhi verdi e tondi; lui la cerca sempre, dopo pranzo la raggiunge subito sulla sua poltrona saltellando per salire mentre vocalizza con i suoi “meeeee”. Lei, quando lui le sale sulle gambe, gli dice sempre “dai su che sei peso, sei più grosso di me, stai bravo”, ma se non lo vede arrivare chiede a mia mamma, “dove è il gatto quello più cicciottello?”.

La seconda più affezionata a mia nonna è Pilla! Lei è piccoletta; nonostante abbia 3 anni, è rimasta minuta, ha un musetto lungo, gli occhi languidi e ricorda molto le divinità egizie. Si siede nel piccolo spazio che rimane a destra, tra la gamba di mia nonna e la poltrona, e lei gli dice sempre: “vieni piccinaccola, però non mi graffiare perché lo so che te tiri fuori le unghie e poi fai il pane”!

In questi 3 anni ho sempre osservato mia nonna e i gatti, collezionando foto bellissime che ritraggono lei sul divano in inverno, in estate, nel periodo natalizio, e mentre guarda fuori dalla finestra con tutti loro intorno…. questo mi scalda sempre tanto il cuore! Nonostante lei dimentichi anche dove tiene i vestiti, e spesso quale sia la sua camera in casa, continua a non dimenticare i comportamenti abitudinari dei nostri gatti, aspettandoli accanto a se. 

Nonostante alcuni gatti abbiano una puntualità nel loro starle vicini quotidianamente, gli altri non mancano mai di fare da contorno: quando mia nonna riposa il pomeriggio, loro la raggiungono anche ai piedi del letto. La stanza dove lei passa più tempo è il salotto e loro passano il pomeriggio sparsi per i vari divani e sulle sue gambe, oppure sui vari cuscini che sono posizionati sotto al termosifone accanto a nonna! Lei li cerca sempre, questo non cambierà ormai, “dove è il Rossone?…eccolo!! Come sei bello… vieni a farti vedere che sei bello”, oppure “dove è la bimba nera con quel bel pelo lungo, bella che è!!!”, poi lei, Neve, arriva, e nonna si accorge che era proprio lei che cercava “eccoti bella, vieni, vieni qua al calduccio che fuori fa freddo sai, noi siamo fortunati ad avere una casina vero?”. E così con tutti gli altri.

Beh, non si può non tenere conto che in 3 anni per lei la sicurezza più grande e il suo modo di orientarsi siano collegati alla presenza dei nostri gatti.

Il fatto è che lei, quando viene portata fuori o cambia casa per andare a trovare amici o parenti, dopo poco inizia a cercarli. L’episodio che ancor più ci ha confermato quanto, nonostante la malattia, nonostante i ricordi persi, nonostante la fatica a svolgere semplici azioni quotidiane da sola, questa costante sia per lei fissa nella mente, è accaduto il giorno di Pasqua di 2019, quando i miei hanno portato nonna a casa nostra qua a Roma, dove ha subito riconosciuto me (io sono l’unica persona con legame di parentela che riconosce ancora oggi nonostante qualche frequente momento di disorientamento), poi si è guardata intorno, abbiamo pranzato tutti insieme e subito dopo si è seduta sul divano.

Da lì ha iniziato a dire “ma perché i gatti non ci sono?”

.. e io “nonna, tranquilla, i gattini sono a casa tra poco torni da loro, adesso sei venuta a trovarmi in questa casa dove abito io” e lei ci guardò a tutti dicendo “si, ma io se i gatti sono soli a casa voglio tornare da loro, poi te vieni a trovarci lì, così stiamo insieme”.

Quel giorno mi ha tremato forte il cuore, anche adesso che ci ripenso! Anche a me mancano tanto i miei gatti quando sono fuori casa, e per mia nonna loro sono l’unica costante che nella sua vita sta rimanendo invariata, così penso sempre di più a quanto la loro forma di amore, priva di parole ma ricca di gesti unici e magici, sarà sempre una chiave verso un altro mondo, un mondo fatto di bontà e di magia che solo gli animali riescono a darci, nonostante i periodi peggiori, le malattie, le giornate buie, e che la scienza lo riporti o no, loro sono e saranno sempre la cura migliore per noi umani! 

Grazie a loro e grazie alla mia magica nonna per avermi trasmesso tutto questo!

Ambra S.

4 pensieri su “Nonna e la magia dei gatti

  1. È cosi, realmente nel tempo della nostra lunga vita rimane il ricordo del calore di affetti vissuti intensamente con animali e umani, ancora più vivi nella mente di persone malate come la tua bella nonnina. Grazie per averla condivisa.
    🥰💐🐕💕

  2. Che bella storia…gli animali sono speciali!
    Tanti auguri alla tua dolce nonnina <3

    1. Grazie mille 💓 ho sempre pensato fin da piccola che gli animali fossero magici e ad oggi non posso solo che continuare a confermarlo

  3. Brava Ambra, che bella testimonianza, grazie per aver scelto di condividerla.
    Un abbraccio

    Marina

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