Un “guru” di nome Pablito

Il 29 dicembre 2018 è entrato nella nostra pensione casalinga, come ospite, Rumino, un bel micione di circa un anno, ed è rimasto per sempre diventando Pablito, detto “el Patron”.
La ragazza che lo aveva trovato in strada e curato per una ferita alla bocca dovuta ad un’aggressione da parte di un altro gatto, se ne era immediatamente innamorata, ma il suo cane non condivideva affatto il suo stesso sentimento e, al contrario, ne era tremendamente spaventato!
Ci offrimmo dunque di aiutarla a cercare una nuova casa per Rumino… mai impresa si rivelò più facile e veloce!
Rimanemmo stupiti dell’immediatezza con cui Rumino uscì dal suo trasportino e dal modo in cui, come fosse il gesto più naturale del mondo, si mise acciambellato nella cuccetta che gli avevo preparato. Ora i proprietari di gatti sanno bene quanto i nostri snob mici siano in grado di dare poca, a volte nessuna, soddisfazione quando si tratti di appositi acquisti a loro destinati, spesso anche molto costosi!
Io, fin da piccolissima, ho sempre avuto gatti per cui con me Rumino ebbe gioco facile, ma per il mio compagno Walter, “canaro” doc, il fascinoso mondo felino era del tutto oscuro: eppure quel micio
dagli occhi color topazio seppe stregarlo a dovere. Fu proprio Walter a propormi di essere noi la famiglia che Rumino stava cercando e se il mio cuore era già del tutto suo, la mia testa era piena di mille perplessità: come avremmo gestito la pensione con quel continuo passaggio di gatti e cani? Cani! A tal proposito vi era l’ostacolo della nostra cagnolina Goldie il cui sport preferito è la caccia al gatto, ma Rumino sfoderò le sue armi seduttive e, in tempi brevissimi, riuscì ad ammaliare perfino l’indomita Goldie. Da quel momento fu, e continua ad essere, un perenne meravigliarsi delle doti di conquista del nostro, a quel punto rinominato
Pablito, nei confronti degli altri animali: cani o gatti che fossero, di qualunque stazza e razza. Anche i padroni dei cani più ostici, che ci avvertivano della idiosincrasia per i gatti, ricevevano, nel giro di poche ore, tra lo stupore, le foto del loro amico a quattro zampe in compagnia del nostro Pablito. Io, che da insegnante di yoga, ne conosco bene il significato, definisco Pablito un “guru”. Nonostante, infatti, Pablito porti ancora sul suo musetto i segni dell’aggressione subita, il che lo avrebbe potuto rendere un animale a sua volta aggressivo o, nel migliore dei casi, diffidente, non ha mai scelto la strada del rancore. Ogni giorno divide e condivide i suoi spazi dandoci una preziosa lezione di vita: l’accoglienza dell’altro e la condivisione sono una via percorribile e per questo noi siamo profondamente grati di averlo nella nostra vita!

Tata Valentina e Tato Walter (LCDS Roma)

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