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Il cane Dario, quando la disabilità si trasforma in amore

Ti ho conosciuto l’estate di due anni fa ad Agosto.
Era molto caldo e mi telefonò la tua padrona che ti aveva adottato da un po’ di tempo da un canile.
Mi chiedeva se avevo disponibilità per occuparmi di te, visti i suoi impegni di lavoro e la difficoltà a trovare una dog sitter disponibile durante quel mese.
In quel periodo dell’anno fa sempre caldissimo, soprattutto per te. Sei uno splendido Setter bianco-pezzato color miele, ipovedente.
Quel giorno, quando vi incontrai di mattina, erano le 10 e già si sentivano cantare le cicale per il caldo. La tua padrona mi raccontava di di te e del tuo problema di salute: avresti avuto bisogno di passeggiare svariate volte al giorno e sei dipendente dalle punture d’insulina che avrei dovuto praticarti due volte al giorno. Mentre ti guardavo capii subito: tu non mi vedevi ma volgevi gli occhi nella mia direzione, mi sentivi molto bene e scodinzolavi tanto.
Mi chinai per accarezzarti: eri morbidissimo e docile, due orecchie color miele, il corpo bianco, un tartufo nero umidissimo! Ti facevi coccolare e, più ti accarezzavo, più tu scodinzolavi.
Non sei un cane che abbaia molto, ti fai capire con la coda, tu.
Gli unici momenti della giornata in cui ti si sente (e ti fai sentire molto bene con un abbaiare potente), sono i momenti del pasto! Sei sempre affamato e guai a ritardare le pappe!!
Ti sentono in tutto il vicinato: la tua dieta è rigorosa, ma la fame è tanta!
Praticamente non si può dire che tu mangi. No: tu “aspiri” in un soffio il cibo.
Si potrebbe dire che tutti i cani lo fanno, ma tu hai più fame degli altri tuoi simili per il tuo problema di salute ed io sono sempre puntualissima con le pappe, oltre ai vari “spezza-fame” durante la giornata.
Quando scendiamo per le passeggiate, ti devo condurre io per evitarti gli ostacoli ed impedire che tu ci vada a sbattere contro. Ma tu, ormai, lo sai e ti fidi di me, senti la mia presenza accanto a te, camminiamo vicino, mi faccio sentire spesso, ti accarezzo, ti parlo, mi piego, mi accuccio vicino a te. “Dario, sono qua!” e tu riprendi a camminare.
Ogni tanto ti fermi di botto, quando senti sbattere uno sportello di una macchina, perché pensi che potrebbe essere la tua padrona che è venuta a prenderti dopo il soggiorno che trascorri a casa mia. E lì, bisogna convincerti: “No, non è ancora arrivata, Dario. Dobbiamo aspettare!”
Molte persone si fermano ad ammirarti e a parlare con me, perché, bisogna dirlo, sei stupendo e io racconto di te, di quando sei stato abbandonato ma poi salvato ed adottato dalla tua padrona, che ti adora!
Sai farti amare tanto, Dario.
In questo periodo sei a casa tua con tuoi padroni che non possono uscire per andare a lavorare. Siamo tutti bloccati casa, in quarantena.
Li ami tantissimo e, quindi, ti immagino molto felice!
Mi danno spesso notizie di te e mi mandano tue foto, sanno che mi manchi!
Spero di poterti incontrare presto!

Tata Gigliola

3 risposte

  1. Cara Tata Gigliola la pandemia ci ha confinato e Dario sta molto a casa.
    Sono sicura che appena te lo porterò per ricominciare a muovermi ti farà tante feste.
    Dario riconosce chi gli vuole bene e apprezza le coccole. A presto Cristina

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